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Istruendoli
particolarmente nella vita spirituale.
Nel ricordo di
un giovanissimo compagno di Girolamo
Martino
Martellino aveva la fama di guarire i malati di febbre, dando da
bere dell'acqua contenente qualche briciola di pane. Un certo
Ruggeri ne fu beneficiato e ricorda che il prete Martellino
tirò fuori un bossolo di legno, nel quale conservava con grande
riverenza un pezzettino di pane, grosso come una castagna. Era
pane di mistura e fresco, come se fosse stato cotto allora. Ne
staccò alcune briciole, che sparse in un poco d'acqua.
Ricordando che quel pane era stato benedetto dal padre Miani lo
diede da bere al malato che in breve guarì.
Come era venuto nelle mani del prete Martellino quel pezzettino di pane, grosso come una castagna benedetto dal
Miani? Egli stesso lo raccontava frequentemente.
Un giorno, trovandosi un buon numero di persone da quarantacinque a cinquanta, in grave bisogno senza nulla da mangiare all'infuori di tre o quattro pani, il Miani li prese, li benedisse e cominciò a distribuirli. Tutti ne ebbero a sazietà. Tra queste persone vi era anche il Martellino: esattamente fu il penultimo ad essere servito. Considerando il modo con cui le cose erano andate, egli decise di conservare un pezzetto di quel pane, convinto che come era riuscito a saziare tutte quelle persone, avrebbe potuto essere efficace anche per altre necessità. E infatti quel pane, conservato per molti anni con venerazione e somministrato in briciole agli infermi, aveva ottenuto diverse guarigioni.
Del Miani il Martellino era stato discepolo. Spessissime volte egli lo nominava, in casa e per strada, e ogni volta con devozione e lacrime di tenerezza.
Di lui ricordava la vita santa, le preghiere, la molta carità: "Raccoglieva gli orfani, aiutandoli corporalmente e
spiritualmente, nutrendoli e istruendoli particolarmente nella vita
spirituale e nel vivere cristiano. Una particolare carità dimostrava nell'assistere gli infermi. Mangiava una sola volta al giorno: non mangiava mai carne, non beveva vino. Ogni giorno per un'ora e mezza o due si ritirava dalla compagnia degli altri: al suo ritorno appariva tanto smarrito in volto, da far pensare che ogni volta fosse stato a fare la disciplina. Era tanto dedito alla preghiera che non si vedeva mai sazio di fare orazione".
Per il Martellino il Miani era un santo; la sua vita esemplarissima.
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