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Quest’anno nel gruppo giovani abbiamo deciso di raccogliere
la sfida lanciata all’Incontro Somasco dei Giovani a Loreto per “Voglia
di Fare” per aiutare a costruire la casa per il progetto “Hogar Shalom”
a Tunja. I visi di quegli adolescenti strappati alla guerriglia che
abbiamo conosciuto tramite il documentario realizzato da p. Fabio
Estupiñan ci avevano toccato il cuore e non potevamo restare
indifferenti. Ma cosa fare? Quale iniziativa lanciare per raccogliere
qualcosa che non fosse solo simbolico ma un contributo serio? Qualcuno
di noi durante l’estate e comunque per raggranellare qualche soldino
aveva fatto esperienza come cameriere o in cucina… Allora è venuta
un’idea che lì, lì sembrava utopistica: perché non organizziamo un
cenone di capodanno stile agriturismo? Ma no, non è possibile… Chi vuoi
che venga? A capodanno la gente cerca altre cose. E poi organizzarlo non
è uno scherzo. Ci siamo dati un obbiettivo: 80 persone paganti.
Nonostante le diverse titubanze abbiamo deciso di rischiare e abbiamo
deciso di farlo puntando a fare “compagnia” fra di noi e con un sogno:
far sentire che lo facciamo per amore e che vivere da cristiani è bello.
Uno ha preparato i volantini, uno si è coinvolto nel ricevere le diverse
adesioni, tutti nel spargere la voce e invitare qualcuno. Tra alti e
bassi alla fine ci siamo ritrovati a dover preparare ben 110 coperti:
ben oltre ogni nostra aspettative. Nei due giorni prima il capodanno è
stato un tour de force ed una gara di solidarietà. Anche chi del gruppo,
per i motivi più diversi non poteva essere presente alla notte, ha
comunque voluto dare un contributo nei preparativi. Anche il gruppo
degli adolescenti si è dato da fare ed ha collaborato in tanti modi. Non
solo: si sono lasciati coinvolgere anche la comunità delle suore, le
ragazze della casa famiglia, diversi volontari che ci hanno fornito
dalle forchette ai panettoni... Il 31 dicembre la
comunità dei padri somaschi è stata completamente invasa dalle persone
al lavoro e dai profumi di cucina: 4 antipasti, due primi e due secondi
più i contorni, sorbetto, dessert ecc. sono comunque un bell’impegno.
Chi cucinava, chi tagliava cipolle o tritava aglio, chi apparecchiava e
adornava la sala (usata normalmente per gli incontri di spiritualità),
chi preparava le sequenze musicali per il karaoke e la discoteca del
dopo cenone… Un via vai fitto, fitto dove ciascuno veniva in soccorso e
sostegno dell’altro. Sta per arrivare il momento della cena e con
qualcuno ci fermiamo e ci ricordiamo l’essenziale: “se la compagnia
starà con Cristo si otterrà l’intento, altrimenti tutto è perduto”.
Arriva la gente, la cena si svolge nella semplicità, noi ad intersecarci
tra i tavoli con le portate o a lavare e rilavare i vassoi da
riutilizzare per servire i piatti successivi... Senza renderci il conto
comincia a manifestarsi qualcosa di bello. I commensali cominciano a
fermarci, a salutarci a ringraziarci: "ci fate sentire a casa… è come
essere in famiglia…". Ed era bello perché c'eravamo veramente
tutti: giovani, padri, suore, ragazzi delle case famiglia, volontari,
amici, persone che hanno messo piede nella comunità per la prima
volta...
Arriva la conclusione, la gente va via contenta chiedendoci di ripetere
l'esperienza e di non aspettare il capodanno prossimo. Avevamo
cominciato pensandoo di fare un dono a chi aveva più bisogno e ci siamo
ritrovati ad aver ricevuto noi un dono: aver allargato la famiglia di
chi ha nel cuore gli ultimi.
A proposito: abbiamo
raccolto 2.030,50 € al netto di tutte le spese. Visto quanto succedeva
in quei giorni nel Sud-est asiatico abbiamo proposto di dirottare il
ricavato alle iniziative dei somaschi in India nella città di Madras: in
sala c'è stato un lungo applauso di assenso. E' un impegno per
realizzare qualcosa di nuovo per i nostri amici della Colombia.
I giovani del gruppo di
Elmas
Foto Gallery del Capodanno Solidale 2005 |
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