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Ciao a tutti, io sono Claudia dalla Sardegna. Questo è il
racconto del mio specialissimo Capodanno 2003 e della bella vacanza che
ho trascorso a Genova. Mi sono decisa a raccontarla, perché è un qualcosa
che secondo me va oltre il divertimento puro e semplice (che tuttavia non è
mancato, anzi!).
Già da parecchi mesi mi tenevo in contatto con gli amici di Genova-Nervi,
conosciuti quest'estate al 6° incontro somasco dei giovani che ha avuto luogo
ad Albano laziale. E' nata così l'idea di festeggiare insieme a loro e ad
alcuni giovani del gruppo di Torino e San Francesco al Campo il Capodanno. È
stata un'esperienza speciale in molti sensi: innanzitutto per il luogo in cui
si è tenuto il veglione di Capodanno a cui abbiamo partecipato. Nientemeno
che la mensa dei poveri. Onestamente quando si pensa a luoghi del genere si ha
sempre una sensazione di tristezza; quantomeno si guarda a questa scelta con
un po' di perplessità (quando ho riferito dove avrei trascorso San Silvestro,
ho percepito un bel po' di scetticismo). Sembrava quasi un
"sacrificio". In questo senso mi sentivo molto rassicurata dalle
parole di Carla (la mia amica, nonché "angelo custode" genovese)
però in effetti non sapevo cosa mi aspettava. Comunque mi sono detta che
sarei andata lì per amare e questo doveva bastare.
Invece è successa una cosa molto strana (e bella). Siamo stati noi ad essere
amati. Il nostro contributo alla preparazione e alla gestione della serata è
stato veramente minimo, anche perché eravamo moltissimi volontari (tant'è
vero che ad un certo punto ho pensato che stavamo un po' mangiando "a
sbafo"). Quindi si è trattato sostanzialmente di fare festa insieme a
loro. Personalmente ho conosciuto persone di un'umanità incredibile, ognuna
con una storia da raccontare. Non si avvertiva assolutamente una differenza
fra ospiti e volontari e c'era un clima di festa e di allegria che ha
contagiato tutti. Sinceramente ho trovato molto più divertente una serata del
genere piuttosto che i cosiddetti "veglioni eleganti".
L'intera vacanza è stata poi bellissima, per l'accoglienza che i nostri amici
di Nervi ci hanno riservato (anche nelle piccole cose) e che ha reso la nostra
amicizia ancora più salda, e per il clima di unione che si è respirato nei
giorni che abbiamo trascorso tutti insieme. Un'unione che era evidente in
tutte le occasioni (quando visitavamo la città, pranzavamo assieme,
ma anche nei momenti in qui ci fermavamo per affidare tutto al Padre).
Questi giorni passati insieme a loro mi hanno fatto capire ancora di più come
sia bello ed importante che i giovani somaschi siano uniti, per mettere in
pratica le parole di Girolamo "Se la Compagnia starà in Cristo, bene,
altrimenti tutto sarà perduto"
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| Quando
anche piccole occasioni diventano stimolo a non chiudersi nel
proprio piccolo mondo |
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