i Giovani con i Padri Somaschi     

 

S. Girolamo

di Felice Beneo

     
Girolamo:
un uomo che continua ad affascinare

 
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UN MOVIMENTO LAICALE

I – IL PAPA

 Parlando della varietà delle vocazioni nella Chiesa scrive :

“... Sarà da scoprire sempre meglio la vocazione che è propria dei laici, chiamati come tali a « cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio » ed anche a svolgere « i compiti propri nella Chiesa e nel mondo [...] con la loro azione per l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini ”.

In questa stessa linea, grande importanza per la comunione riveste il dovere di promuovere le varie realtà aggregative, che sia nelle forme più tradizionali, sia in quelle più nuove dei movimenti ecclesiali, continuano a dare alla Chiesa una vivacità che è dono di Dio e costituisce un'autentica « primavera dello Spirito ». Occorre certo che associazioni e movimenti, tanto nella Chiesa universale quanto nelle Chiese particolari, operino nella piena sintonia ecclesiale e in obbedienza alle direttive autorevoli dei Pastori. Ma torna anche per tutti, esigente e perentorio, il monito dell'Apostolo: «Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,19-21). (n.46)

“Un'attenzione speciale, poi, deve essere assicurata alla pastorale della famiglia, tanto più necessaria in un momento storico come il presente, che sta registrando una crisi diffusa e radicale di questa fondamentale istituzione” (n.47).

II - S.GIROLAMO

Vediamo come S.Girolamo ha fatto riscoprire  la vocazione dei laici, chiamati a “cercare il Regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”.

Come ha promosso una realtà aggregativa creando un movimento di fedeli laici con un’attenzione speciale alla famiglia.

 Su questi punti si misura l’attualità di Girolamo nella Chiesa oggi. Egli non ha  suscitato soltanto una Congregazione religiosa (I Padri Somaschi), ma ha dato vita ad un movimento di laici: “Il santo uomo aveva radunato in queste  sante congregazioni nel bergamasco… più di 300 persone, esercitate a vivere nella santa pratica della vita cristiana e con la sua sempre amica povertà” (An.13). Dopo tre anni dalla sua morte il movimento era già diffuso nelle varie città del Veneto, Lombardia, Liguria. Si chiamavano “Compagnie” o “Congregazioni”. I membri erano tutti laici che s’impegnavano innanzitutto a vivere una vita secondo il Vangelo. Ogni Compagnia aveva un suo statuto che prevedeva una organizzazione particolare secondo le varie città, però con una spiritualità comune dettata da s. Girolamo (vedi Bergamo) e come attività l’interesse per gli orfani e gli ammalati negli ospedali.

Ascoltiamo alcuni punti degli Statuti  delle Compagnie (1540) e capiremo con quale impegno vivevano la spiritualità della comunione.

1 – Uniti come fratelli ricordiamoci che il principale intento dei primi Padri della nostra Compagnia era stato di riformare la nostra vita non solo, ma avere anche un infiammato desiderio che si riformi non solo la nostra città, ma tutta la Chiesa, anzi il  mondo intero a lode e gloria del Signore nostro.

Consapevoli però che le sole nostre forze non bastano per questa impresa, riteniamo necessario che ognuno dei fratelli tutti i giorni rivolga  un’ardente preghiera perché il Signore riformi la nostra città e la sua santa Chiesa a quel glorioso stato di santità che fu al tempo dei suoi apostoli.

2 – In questo impegno di riforma era coinvolta tutta la famiglia:

I fratelli di questa Compagnia vivano in casa loro cristianamente. Vigilino che anche le mogli e i figli e tutta la famiglia vivano da buoni cristiani. Si mantengano nel timore di Dio e nell’amore del prossimo né facciano agli altri quello che non vorrebbero fosse fatto a loro; anzi, per quanto sta in noi , far il bene e patire il male. Evitino le lite tra loro e, se qualche volta succedesse, cerchino di comporle con l’aiuto del Padre spirituale. E questo sarà bene che lo facciano quando dovessero  essere in contrasto con qualche debitore o creditore, mostrandosi sempre pronti  ad accordarsi con il loro avversario..

            Se qualcuno dei fratelli cadesse ammalato, faccia avvertita la compagnia, affinché sia visitato, aiutato dai fratelli, tanto spiritualmente, quanto corporalmente: esortandolo a ricevere i sacramenti e ove occorresse, sovvenendolo con i beni temporali.

Le Compagnie erano unite tra di loro

3 – Riconoscenti al Signore per la grazia che ci ha fatto riunendo un così grande numero di persone di diverse città in un cuor solo e una sola carità può capitare che dei fratelli delle Compagnie di altre città vengano in questa nostra città per i loro affari o per spirituale consolazione, si stabilisce che vengano familiarmente accolti e alloggiati, con la semplicità cristiana e senza che venga turbato il ritmo della nostra famiglia. Perché ci siano sempre persone pronte  ad accoglierli si stabilisce anche che siano scelti due dei nostri fratelli pronti ad accoglierli. E perché tutti partecipino di questa buona opera,  ogni anno si cambieranno i due fratelli..

4 – Si stabilisce di inviare i nomi dei fratelli della nostra Compagnia alle Compagnie della Lombardia, chiedendo che a loro volta inviino a noi i nomi dei loro fratelli, affinché tutte le Compagnie si rallegrino del bene e dei progressi delle altre.

III -  NOI OGGI

 E’ possibile a tutti i cristiani vivere questa spiritualità della comunione di cui parla il Papa?

·         Gesù l’ha chiesto al Padre: Che TUTTI siano UNO

·         Girolamo ci ha dimostrato che è possibile: agli orfanelli; alle prostitute,  alle famiglie.

 Manca ancora un anello a chiudere  questa catena d’oro della fantasia della carità di Girolamo; ne parleremo nel prossimo punto.