i Giovani con i Padri Somaschi     

 

S. Girolamo

di Felice Beneo

L'eredità di Girolamo
La seconda lettera. 8
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TEMI CHE  FANNO DA SFONDO ALLA LETTERA
DIVISIONE DELLA LETTERA. 1a - La fede che fa miracoli 
DIVISIONE DELLA LETTERA. 1b - L'esperienza di Maria come esemplare 
DIVISIONE DELLA LETTERA. 1c - l'esperienza de "il loco di pace" per la compagnia 
IL MAESTRO. insegnamenti sulla "prova"
IL FONDATORE. "Il Signore vuole servirsi di voi"

TERZA PARTE
I
l fondatore. Il progetto sulla Compagnia.

"Il Signore vuole pure servirsi di voi"


Primo orientamento: L'amore.
Gesù Crocifisso è l'espressione più alta dell'amore, perché non c'è amore più grande di colui che dà la vita. E ai suoi Gesù non ha chiesto di meno: "Amatevi come io vi ho amato".
L'amore è la sorgente della pace, e deve essere la "regola cristiana" per eccellenza nella Compagnia, perché è l'amore che fa la Chiesa ed è l'amore la via diretta per l'evangelizzazione: "Da questo riconosceranno che siete miei discepoli se vi amerete gli uni gli altri". E la comunità diventerà così il "loco di pace" dove i "senza famiglia" troveranno ciò che è loro mancato e saranno i primi ad accogliere la buona novella del Regno, diventando, come era successo a san Rocco, protagoni-sti in questa nuova vita. Ecco perché Girolamo insiste tanto su questa caratteristica della Compagnia:
* "...e quelli che restano procurino di star forti nella via di Dio che è amore..." (10);
* "State attenti che non avvenga scandalo o disturbo nella Compagnia" (11);
* "..per nulla scomodiate la Compagnia nei detti luoghi, anzi abbiatene cura più che mai" (12);
* " "...sforzatevi di aver un certo riguardo per mantenere la Compagnia in pace, un riguardo maggiore di quando c'ero io, il migliore che si possa dire" (18);
* "E se ci fosse qualcuno che non si lasciasse guidare, non abbiate riguardo alcuno, perché è meglio che uno patisca, che tutta la Compagnia sia turbata o nasca qualche cattiva usanza" (18).
Girolamo è drastico: nella formazione questo dovrà essere uno dei criteri di scelta: "Quelli che mi mandate vi sembri che abbiano intenzione di stare nella Compagnia e osservare le nostre buone usanze cristiane e che vengano volentieri" (12).

Secondo orientamento: L'umiltà (= annientamento di sé)
L'annientamento di sé è la via scelta da Gesù (cf Fil 2,6-11).
Girolamo è convinto che la prova che sta attraversando la Compagnia è un momento di grazia: bisogna viverlo nella fede, appoggiandosi solo a Dio; neppure in Girolamo debbono confidare: "Sappiate certo, certo, certo che la mia lontananza sarà di grande onore di Dio e beneficio della Compagnia" (15). Dunque "in lui solo dobbiamo confidare e non in altri".
"Per questo motivo mi ha tolto da voi insieme ad ogni altro strumento che vi dà soddisfazione (6). Solo così si diventa veri discepoli di Gesù Crocifisso, che ha accettato, per aderire alla volontà del Padre, di "perdere" tutto e tutti. Ma soltanto così ha compiuto l'opera che il Padre gli aveva affidato da compiere.
La via del Crocifisso è questa, non ve ne sono altre: o si accetta di seguire questa via, oppure Dio si sceglie altri mediatori: "Da voi dipende tutto, perché Dio non mancherà".

Girolamo può confortare i suoi discepoli, incoraggiarli proprio perché anche lui ha vissuto l'esperienza dell'oltraggio, della persecuzione, dello scherno a Venezia prima e poi a Milano. Nei Processi si legge: "Disse alla propria sorella che non poteva più stare in questa città perché era venuto ludibrio delle genti per lo zelo che aveva dell'onore di Dio e del bene delle anime"..
E vivrà questa esperienza in una maniera così forte da far pensare al grido di Gesù sulla croce: "Dio mio, perché?" quando il suo Direttore spirituale, il Carafa, gli scriverà parole di fuoco, chiamandolo vanaglorioso, centralizzatore, e minacciando addirittura castighi eterni!
"Attenzione! -pare dica Girolamo ai suoi- bisogna accettare la via dell'annientamento fino all'abbandono per poter essere scelti da Dio come strumenti per compiere la sua opera".
"La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi è potenza di Dio... Ma Dio ha scelto ciò che è stolto nel mondo per confondere i sapienti ..." (1Cor 1,18.27).
Allora non c'è da dubitare: ciò che il Signore ha operato in passato è norma anche per il presente:
"Sicché, non mancando voi di fede e di speranza, egli farà di voi cose grandi "esaltando gli umili"
Il richiamo di Maria non è a caso. Il Servo dei poveri in Maria troverà il modello di colei che per il suo "sì" sul calvario è diventata la "madre" di tutti, nel momento in cui ha perso il suo "tutto": Gesù.
La povertà materiale, di cui Girolamo era un "appassionato" trova la sua radice nella povertà di spirito.

Terzo orientamento: la devozione.
Nella I Lettera Girolamo aveva scritto: "La Compagnia non perda quella via di stare nella solitudine" (9). Potremmo vedere espresso in questa caratteristica della Compagnia quell'atteg-giamento interiore che orienta verso Dio, cioè la devozione e che ha bisogno di momenti di silenzio, di preghiera: "assidui nella preghiera davanti al Crocifisso". Questa solitudine con Dio alimenta gli altri due atteggiamenti. E sappiamo quanto Girolamo aspirasse alla solitudine e le ore che trascorreva davanti al Crocifisso.
E' la caratteristica che p.Ottone Parenti metteva in rilievo (1545) nella comunità dove vivevano alcuni Servi dei poveri.

 
Segue