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PRESENTAZIONE
“Se
la Compagnia starà con Cristo
si otterrà l’intento,
altrimenti tutto è perduto”
Sono parole che san Girolamo
scriveva ai suoi primi discepoli. Si ha l’impressione di un “aut
aut”. Noi diremo che sono parole “programmatiche”.
Per capirne il profondo
significato, una premessa sembra opportuna.
“Carisma”: è una parola che
ritorna oggi di frequente anche nei documenti ecclesiali. Anche voi
certamente conoscete diverse Congregazioni religiose. Viene da chiedersi
come mai una tale varietà. Ebbene, essa si spiega con la diversità dei
carismi dei Fondatori.
Il carisma è un'esperienza dello
Spirito, da essi trasmessa ai discepoli per essere da questi vissuta,
custodita, approfondita e costantemente sviluppata in sintonia con il
Corpo Mistico di Cristo in perenne crescita. Per questo la Chiesa
difende e sostiene 1'indole propria dei vari Istituti Religiosi.
Anche il carisma somasco è,
dunque, l'esperienza dello Spirito vissuta da S. Girolamo. Come
avvicinare questa esperienza?
Uno dei modi è lo studio degli
scritti del Santo. A noi sono pervenute solo sei lettere e una preghiera
da lui composta. Quando Girolamo scrive ai suoi primi discepoli, ha la
consapevolezza di essere sotto l'azione dello Spirito del Signore, di
essere un suo strumento e, quindi di dover lasciarsi guidare da Lui:
"Vedano
ora chiaramente ciò che, anche nella mia assenza mi fa dire il Signore.
Essi sanno se il Signore me lo fa dire. Se io non dico il vero divento succube del padre della
menzogna... Essi sanno che io dico il vero: perché non 1o ricevono come
da Dio? E se Dio mostra loro per questo mezzo che egli li vede, perché
non temono Dio?" (VI lett.).
Di
qui la necessità di studiare con passione questi pochi scritti di
Girolamo. Sono per noi come un campo in cui sono nascoste delle perle
che vanno portate alla luce; esse ci introdurranno sempre più
nell'esperienza dello Spirito vissuta da Girolamo e a noi trasmessa
perché ne fossimo partecipi.
Una
di queste perle la troviamo nella I lettera:
"Circa
la mia assenza sappiate che io mai vi abbandono con quelle orazioncine
che io so; e, benché io non sia nella battaglia con voi
nel campo, io sento lo strepito e alzo nell'orazione le braccia
quanto posso. Ma la verità è che io sono niente. E credete certo che
la mia assenza è necessaria: le ragioni sono infinite, ma se la
Compagnia starà con Cristo si otterrà l'intento, altrimenti tutto è
perduto".
Anche
ad una prima lettura colpisce la forza di queste ultime parole, lo stile
profetico.
Non
sono una semplice esortazione, ma parole programmatiche, che provengono
dal cuore di chi ha fatto una esperienza e ora la deve trasmettere ad
altri; indicano una via , sicura per raggiungere un determinato intento.
Dette dal Fondatore e dirette alla nascente Compagnia dei Servi dei
Poveri, quelle parole gettano luce sul carisma che lo Spirito Santo ha
donato alla Chiesa per mezzo di S. Girolamo.
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