i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                       Saper ricevere

     
   
   
Come cristiani in genere sottolineiamo l’importanza del dare. E’ certamente giusto perché tutto il vangelo ci spinge a fare della nostra vita un atto d’amore verso gli altri, non c’è modo più azzeccato di spenderla che quello di donarla. Tuttavia è amore, è dono, anche il saper ricevere.
Non basta voler bene, consolare, ascoltare, prestarsi, servire, occorre anche lasciare che gli altri facciano tutto questo a noi. E’ l’amore reciproco, non quello a senso unico, la proposta di vita del vangelo.
E’ scontato questo o addirittura “troppo comodo”? Non è detto. Se osservassimo il nostro comportamento dal punto di vista del ricevere troveremmo forse qualche buco nero. Proviamo a distinguere tra ricevere qualcosa che abbiamo chiesto e ricevere qualcosa che non abbiamo chiesto. Nel primo caso la accettiamo volentieri, anzi ci amareggiamo se non ci viene data, nel secondo invece non sempre siamo accoglienti. Può essere il caso di un regalo che non ci piace, di un consiglio che ci infastidisce, di una compagnia sgradita, di un invito inopportuno, di una critica espressa con buone intenzioni ma che ci fa male. Cosa vorrà dire in questi casi saper ricevere? Significherà guardare non tanto a quanto riceviamo, ma al cuore di chi ce lo offre. Ci accorgeremo che apprezzare gli altri è uno dei più graditi atti d’amore.