Purtroppo
tutti la conosciamo e per molti è una compagna quotidiana, almeno in
certi periodi della vita. E’ la tristezza. Tutti ci assomigliamo quando
ci fa visita: il sorriso spento, il pensiero fisso sui problemi, il
mondo intero che sempre più diventa grigio… Proprio a causa sua molti di
noi cominciano a fuggire cercando di riempirsi di altre emozioni, di
suoni, di stranezze per poi ritrovarla lì dove l’avevano lasciata, nel
cuore.
Eppure sono certo che anche nella tristezza ci sia una perla da
scoprire. E’ lei infatti che ci offre l’occasione per fare un passo
decisivo in avanti. In genere quello che noi facciamo è motivato da
qualcosa che ci dà soddisfazione: parlare con gli altri, leggere,
uscire, pregare… Ora questa soddisfazione non c’è più. E’ il momento di
darsi motivazioni più profonde. Sto con gli altri per loro, non solo per
il mio appagamento, sono gentile non per essere ripagato ma per amore,
compio bene il mio dovere non perché ne ho voglia, ma perché ho capito
che è giusto. E nei confronti di Dio è proprio questo il momento in cui
posso dimostrargli il mio amore gratuito, quando non sento la gioia.
Dalle nuvole della tristezza ne usciremo più maturi, più capaci di
amare.