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Qual
è il momento più importante nella vita spirituale? Quello più cruciale,
più decisivo, più prezioso, quello che più di ogni altro segna un
progresso in avanti? Chissà, forse qualcuno penserà a un momento di
intensa preghiera o ad un atto di eroismo, oppure a una difficile
rinuncia… Non è così.
Il momento più importante è quando ci
rialziamo da una caduta.
Possiamo avere tutte le qualità del mondo:
essere generosi, intraprendenti, profondi, aperti, ma se non abbiamo
questa capacità faremo poca strada nel cammino dello spirito. Prima o
poi ci capiterà di cadere e di fermarci, un dubbio, una concessione al
nostro egoismo, una delusione, qualche cosa ci darà lo stop e allora?
Non parlo solo di chi sta iniziando un cammino spirituale ed è quindi
inesperto e fragile, ma di tutti noi a prescindere dalla tappa in cui ci
troviamo; tutti cadiamo di continuo (e non occorre un tremendo spintone,
a volte basta la banale buccia di banana). E’ questo il segreto dei
santi, prima di tutto erano persone che non si fermavano di fronte alla
loro debolezza.
Risollevarsi, dire a Dio: “perdonami, vedi
come sono, aiutami tu ad andare avanti, io da solo combino poco” e
riprendere a camminare, ad amare. Dietro questo semplice atteggiamento
c’è in realtà un concentrato di vangelo, c’è umiltà, speranza, volontà e
soprattutto c’è uno sguardo rivolto non a noi stessi ma all’amore di Dio
per noi.
Il vangelo è pieno di persone che si rialzano: Zaccaria, Maria
Maddalena, Zaccheo, Pietro. Tra tutte una, il buon ladrone, potrebbe
essere il nostro leader, gli è bastato un momento perché dal profondo
del suo fallimento sollevasse lo sguardo su Gesù e si è guadagnato il
paradiso all’istante.
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