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Ci
sono prove per disinquinarci
Il
vangelo di Giovanni parla di misteriosi tagli o meglio “potature”
che il Padre opera sui tralci della vite non per rovinare la pianta ma
perché “porti più frutto”.
Accordato che questi tralci siamo noi, cosa simboleggiano le potature?
Chi vuole seguire Dio è meglio che sappia
che il suo cammino incontrerà momenti dolorosi come tagli su un ramo
vivo, ma che questi tagli porteranno nuova vita. Sono le cosiddette
prove.
Il fatto è questo, Gesù ci ha donato la
salvezza, siamo salvati, ma questo non significa ancora che il nostro
spirito sia capace di contenere pienamente Dio. Esso, di fronte alla sua
purezza disarmante, rimane piuttosto grossolano e inquinato. Sono gli
attaccamenti, gli egoismi, le meschinità, le chiusure a renderlo tale.
Ecco allora che Dio, apprezzando la nostra buona volontà, interviene
per disinquinarci e renderci sensibili, liberi, capaci di amare. Per
questo lascia che passiamo momenti di prova. Ad esempio di delusione, di
incomprensione da parte degli altri, di dubbi sull’amore di Dio, di
senso di fragilità, d’angoscia, di malattie fisiche o psicologiche.
Sono brutti momenti di dolore, ma che possono rivelarsi preziosi per
crescere perché ci insegnano a fare una scelta di Dio più profonda.
Tutti i santi li hanno attraversati. Il modo per affrontarli è uno
solo: non smettere mai di amare, non lasciarsi prendere dallo sconforto,
tenere lo sguardo fisso su Gesù crocifisso. Passeranno le prove,
dileguandosi talvolta all’improvviso, per lasciarci più uomini e
insieme più “divini”.
Non
dobbiamo spaventarci, Dio non è mai crudele, né ci chiede più di
quello che riusciamo a sopportare, con una mano colpisce e con l’altra
accarezza intervenendo ogni tanto durante questi periodi con un ristoro
che ci rinfranca.
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