i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                               La quinta legge
 

     
   

Ci sono prove per disinquinarci

Il vangelo di Giovanni parla di misteriosi tagli o meglio “potature” che il Padre opera sui tralci della vite non per rovinare la pianta ma perché “porti più frutto”[1]. Accordato che questi tralci siamo noi, cosa simboleggiano le potature?

Chi vuole seguire Dio è meglio che sappia che il suo cammino incontrerà momenti dolorosi come tagli su un ramo vivo, ma che questi tagli porteranno nuova vita. Sono le cosiddette prove.

Il fatto è questo, Gesù ci ha donato la salvezza, siamo salvati, ma questo non significa ancora che il nostro spirito sia capace di contenere pienamente Dio. Esso, di fronte alla sua purezza disarmante, rimane piuttosto grossolano e inquinato. Sono gli attaccamenti, gli egoismi, le meschinità, le chiusure a renderlo tale. Ecco allora che Dio, apprezzando la nostra buona volontà, interviene per disinquinarci e renderci sensibili, liberi, capaci di amare. Per questo lascia che passiamo momenti di prova. Ad esempio di delusione, di incomprensione da parte degli altri, di dubbi sull’amore di Dio, di senso di fragilità, d’angoscia, di malattie fisiche o psicologiche. Sono brutti momenti di dolore, ma che possono rivelarsi preziosi per crescere perché ci insegnano a fare una scelta di Dio più profonda. Tutti i santi li hanno attraversati. Il modo per affrontarli è uno solo: non smettere mai di amare, non lasciarsi prendere dallo sconforto, tenere lo sguardo fisso su Gesù crocifisso. Passeranno le prove, dileguandosi talvolta all’improvviso, per lasciarci più uomini e insieme più “divini”.

Non dobbiamo spaventarci, Dio non è mai crudele, né ci chiede più di quello che riusciamo a sopportare, con una mano colpisce e con l’altra accarezza intervenendo ogni tanto durante questi periodi con un ristoro che ci rinfranca.

[1] Gv. 15,1-2