i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                               La quarta legge
 

     
   

“Nell'attimo tutto”

L’esistenza quotidiana su questa terra ci ha ben presto insegnato che esiste il tempo. Tutto fluisce in uno scorrere inarrestabile di cui non siamo spettatori ma parte in causa: il movimento delle stelle, le stagioni, la storia umana, la mia piccola vicenda personale…

Nella vita spirituale si fa invece un’esperienza molto diversa del tempo. Il nostro spirito infatti non ha radici nella terra degli uomini, ma nell’eternità di Dio, un’eternità che, come qualcuno ha detto, è eterno presente. La vita spirituale dunque come si realizza?  Astraendosi da tutto? No, al contrario: concentrandosi completamente nel presente.

L’attimo che scorre sembra spesso una trascurabile inezia fatta di azioni per lo più comuni e insignificanti e invece può diventare un tesoro inesauribile dove tutto acquista colore e importanza: parlare, ascoltare, camminare, leggere, eseguire un lavoro… non c’è più differenza tra azioni principali o secondarie, ogni gesto diviene rilevante, ogni gesto si fissa nell’eterno.

Vivendo la vita con intensità attimo per attimo succede che ogni cosa prende il suo giusto posto: studio, sport, relazioni, tempo libero trovano il loro momento e dove noi non riusciremo ad arrivare scopriremo l’intervento del Padre.

Il fatto è che siamo abituati a vivere nella distrazione: invece di ascoltare chi ci parla pensiamo a cosa dire quando sarà il nostro turno, mentre studiamo ascoltiamo la radio, viviamo distratti dalle preoccupazioni di ieri o proiettati nelle soddisfazioni di domani. Abbiamo mai provato a concentraci per esempio sul nostro passo per strada, o sulla cadenza del nostro parlare? I cinque sensi lavorano tutti nel presente (non si può sentire un rumore dal passato o vedere un oggetto che non è presente) e ci possono aiutare a riscoprirlo. Proviamo a prestare attenzione a tutti i suoni che si sentono dalla nostra poltrona preferita, a una foglia che cade mentre passiamo, al sapore dei cibi.

Ogni tanto poi a me piace situarmi nell’universo: mi fermo e penso che sono qui sulla terra, nel sistema solare, in un punto della Via Lattea, forse in uno di infiniti universi possibili. Penso anche di trovarmi nella storia, discendente di tanti altri, a partire dagli uomini primitivi, ai quali devo le mie più fondamentali conoscenze, fino ai miei nonni e genitori. Quell’attimo presente diventa allora impregnato di vita.