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“Tutto
è materia prima, nulla da cestinare”
Santi
e mistici convengono sul fatto che tutto ciò che Dio vuole e permette
è per la nostra santificazione. Tutto. S. Paolo dichiara che nulla può
separarci dall’amore di Cristo. Ammettiamolo, la nostra concezione
della vita spirituale è più drastica. Non tutto costituisce materia
prima per il nostro cammino. Non tutto entra nel laboratorio dello
spirito. Vi ammettiamo certo attrezzi come la preghiera, i sacramenti, i
libri edificanti, le rinunce, gli atti d’amore. Finiscono nel cestino
invece gli ostacoli, la tristezza, il cattivo umore, la stanchezza, le
critiche, i dubbi di coscienza, i momenti morti, gli errori e i peccati.
Faremo volentieri a meno di questa inutile ferraglia pensando che senza
di essa il nostro passo sarebbe più spedito. Forse non abbiamo mai
considerato che questa “spazzatura” è invece quanto di più
prezioso possediamo. E’ proprio lì che Dio ci aspetta per un incontro
autentico, nuovo, clamoroso. Non più noi ingenuamente soddisfatti che
crediamo di esserci guadagnati qualcosa di fronte a Dio con i nostri
illusori meriti, ma noi finalmente veri, coscienti della nostra
piccolezza e incapacità, capaci finalmente di buttarci tra le braccia
del Padre e credere che egli ci ama a prescindere da ogni nostra
miseria.
Ci
sono perciò molte pietre preziose nascoste in ciò che sembra inutile
fango: in mezzo alla tristezza si cela l’occasione di seguire Dio più
gratuitamente, non solo quando il vangelo ci procura gioia e
consolazione. In mezzo alle critiche può nascere una nuova e felice
solitudine tra noi e Dio, che nessuno potrà intaccare. Nella stanchezza
ecco la fondamentale scoperta che è Dio che opera nel mondo e non le
nostre forze (s. Paolo direbbe:”Quando sono debole è allora che sono
forte”). E i peccati? Anche da questo inciampo, che danneggia più di
ogni altra cosa la nostra vita, l’amore di Dio permette di trarre
grandi utilità. Ne guadagnerà la nostra umiltà, la fiducia in un Dio
più grande del nostro cuore e un domani, quando si accosterà a noi
qualcuno che ha sbagliato, sapremo accoglierlo con comprensione.
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