i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                               La terza legge
 

   
 

“Tutto è materia prima, nulla da cestinare”

Santi e mistici convengono sul fatto che tutto ciò che Dio vuole e permette è per la nostra santificazione. Tutto. S. Paolo dichiara che nulla può separarci dall’amore di Cristo. Ammettiamolo, la nostra concezione della vita spirituale è più drastica. Non tutto costituisce materia prima per il nostro cammino. Non tutto entra nel laboratorio dello spirito. Vi ammettiamo certo attrezzi come la preghiera, i sacramenti, i libri edificanti, le rinunce, gli atti d’amore. Finiscono nel cestino invece gli ostacoli, la tristezza, il cattivo umore, la stanchezza, le critiche, i dubbi di coscienza, i momenti morti, gli errori e i peccati. Faremo volentieri a meno di questa inutile ferraglia pensando che senza di essa il nostro passo sarebbe più spedito. Forse non abbiamo mai considerato che questa “spazzatura” è invece quanto di più prezioso possediamo. E’ proprio lì che Dio ci aspetta per un incontro autentico, nuovo, clamoroso. Non più noi ingenuamente soddisfatti che crediamo di esserci guadagnati qualcosa di fronte a Dio con i nostri illusori meriti, ma noi finalmente veri, coscienti della nostra piccolezza e incapacità, capaci finalmente di buttarci tra le braccia del Padre e credere che egli ci ama a prescindere da ogni nostra miseria.

Ci sono perciò molte pietre preziose nascoste in ciò che sembra inutile fango: in mezzo alla tristezza si cela l’occasione di seguire Dio più gratuitamente, non solo quando il vangelo ci procura gioia e consolazione. In mezzo alle critiche può nascere una nuova e felice solitudine tra noi e Dio, che nessuno potrà intaccare. Nella stanchezza ecco la fondamentale scoperta che è Dio che opera nel mondo e non le nostre forze (s. Paolo direbbe:”Quando sono debole è allora che sono forte”). E i peccati? Anche da questo inciampo, che danneggia più di ogni altra cosa la nostra vita, l’amore di Dio permette di trarre grandi utilità. Ne guadagnerà la nostra umiltà, la fiducia in un Dio più grande del nostro cuore e un domani, quando si accosterà a noi qualcuno che ha sbagliato, sapremo accoglierlo con comprensione.