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C'è
un fatto che non ha mai smesso di farmi pensare. Si tratta di
una verità straordinaria che spesso come cristiani diamo per
risaputa, cioè che Dio si è fatto uomo. Non ne so bene il
motivo, forse perché si pensa che "Lui però era perfetto,
mica come noi" e quindi in fondo era più Dio che uomo, ma
ho l’impressione che per tanti l’incarnazione di Gesù non
sia considerata vera sino in fondo. Forse Dio ci avrebbe preso
in giro travestendosi da uomo? Non posso credere che sia così,
credo invece che Gesù fosse uomo fino in fondo, come me, più
di me. Mi piace pensare che anche Lui provava quello che provo
io: gioia, entusiasmo, stanchezze, delusioni, desideri a volte
irraggiungibili, il piacere di stare con gli altri e talvolta il
disagio, i ritmi imprescindibili della vita comandati dalla fame
e dal sonno e quell’amalgama di coraggio e di paura che tutti
conosciamo. Mi incoraggia pensare che niente di ciò che è
umano gli fosse estraneo e che questo non toglieva nulla alla
sua perfezione e purezza di cuore.
Allora
anche la mia dimensione umana, fatta di tutte queste cose, non
è inferiore di fronte allo spirito, perché è stata fatta
propria da Dio. Per questo sento Gesù come padre, ma ancora di
più come fratello. Un fratello che mi aiuta ad "amare gli
altri divinamente, ma con sentimenti umani" .
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