i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                               Qualcuno mi (chi)ama
 

   
 

“La vocazione è qualcosa che ti piomba addosso, è un destino fatale che Dio ha già scritto su di te nel libro della vita”. “Non puoi che rassegnarti, pena un senso di colpa per tutta la vita”.. “Speriamo poi che Dio non mi abbia destinato a qualcosa che a me non piace e che dovrei fare per sempre controvoglia”. “Vocazione uguale consacrazione”… 
Ma quante strane idee circolano sulla cosiddetta “vocazione”? Mi vengono in mente per contrasto quando penso alla straordinaria frase di S. Agostino: “Ama e fa quel che vuoi”. Com’è diverso l’orizzonte che ci apre: non c’è destino, non c’è nessuno che abbia preso decisioni al tuo posto, ma se in te vive l’amore vero (l’amore concreto verso tutti, nessuno escluso), allora sei libero di fare ciò che vuoi. Non esiste una vocazione più importante di un’altra, ciò che conta è l’amore che ciascuno esprimerà nella sua vita. La vocazione è l’incontro della tua libertà con la libertà di Dio e da questo incontro non potrà che nascere qualcosa che ti affascinerà e che ti sentirai chiamato a scegliere. Si, a scegliere, a costo magari di sacrifici, di paure da superare, ma in piena libertà. Nessuno allora ti dirà: - Devi seguire questa strada! –. ma tu stesso chiederai: - Posso seguirla? . Proprio come gli apostoli quando, attratti da Gesù gli chiesero: “Maestro, dove abiti?”.