SPECIALE
INCONTROLUCE (marzo
1995)
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Sabato
4 febbraio si è svolto il secondo INCONTROLUCE. Si è parlato dei
nostri limiti, che se non sono posti al centro della nostra
esistenza possono diventare addirittura occasione e trampolino di
lancio ne rapporti con gli altri.
Si è respirato un clima di gioia ed armonia che ha coinvolto
molti e che è stato preparato proprio da chi in prima persona ha
fatto l'esperienza di non badare troppo a sé, alle difficoltà
legate ai limite di ciascuno, e si è buttato ad amare lavorando
per la serata.
Per
preparare la sala per l'INCONTROLUCE che si sarebbe svolto in
serata ci eravamo incontrati presto la mattina, in quella palestra
di via Cumiana a Torino Per me l'essere h voleva dire far
finalmente qualcosa di concreto per questo appuntamento ed ero
perciò molto carico, pronto ad amare e pronto anche a passare
sopra a tutto per raggiungere questo fine.
Con Diego c'eravamo incaricati di montare un palchetto di legno da
aggiungere a quello già esistente. E si trattava di fare con cura
ogni cosa, senza superficialità: dal far combaciare gli spigoli,
al fare i buchi con il trapano, al fare combaciare gli assi di
sostegno del palchetto.
E' stato bello vedere che tutti quelli che erano lì lavoravano
sul serio, in una palpabile atmosfera di amore reciproco. E la
sera un'altra bella esperienza l'ho fatta con Patrizia e Mariella
nell'accogliere le persone che arrivavano, cercando di amarle fin
da subito in modo che fossero a proprio agio.
E lo spettacolo è stato il coronamento di una bella giornata,
vissuta attimo per attimo, sicuramente intensa e faticosa ma che
mi ha appagato appieno.
Massimo
Sono
contenta di questo Incontroluce, perché l’ho
"vissuto". Lo scorso mi era sfuggito di mano, tanta era
l'emozione, la novità e l'impegno per cantare.
Questa volta sono anche riuscita ad avvicinare qualcuno e
parlargli: è stato importante per me che l'altra volta mi ero
sentita troppo occupata e imbarazzata per fermarmi con gli altri!
Io ho presentato con Alberto e questo certo mi ha reso piuttosto
tesa. Cercavo solo di ricordare che ero lì per Dio e questo mi
rassicurava, mi dava la sicurezza che tutto sarebbe andato per il
meglio.
E col passare del tempo ho visto l'atmosfera. farsi più intima...
Laura F.
...
Ma come hanno vissuto l'incontro i nostri ospiti
E risultato per diversi più bello del primo è piaciuto molto lo
stile dinamico della serata, con il coinvolgimento diretto delle
persone in sala, altri lo hanno giudicato interessante, utile e
ben strutturato e portatore di messaggi chiari e diretti. C'è chi
si è stupito nel sentire come soprattutto nelle esperienze si
arrivasse subito al sodo anziché usare parole belle e leggere,
come quelle che siamo abituati a sentire in giro, facendo arrivare
un messaggio d'impatto ma convincente, proprio perché di vita
vissuta.
Qualcuno ha respirato un'atmosfera che ha definito
"raccolta"...
Mi
è piaciuto questo incontro anche se io sono sempre molto
scettica.Sono arrivata qui incavolata nera con un amico e mi
dicevo: " domani lo scanno
E dopo l'incontro diciamo che domani pazienterò, e non lo
scannerò più. (Patrizia)
Da
cosa nasce cosa. Secondo me è perfetto questo modo di vivere;
questo partire nel piccolo, perché poi di fatto le cose si
trasferiscono. Infatti mia sorella ha trasformato anche noi... Noi
siamo tre in più qui perché c'è lei che ci ha invitato. E noi a
nostro modo cercheremo di portare queste cose dove abitiamo, dove
lavoriamo... (Elena)
Non
è mancato chi ha giudicato di scarso interesse l'incontro, per
cui difficilmente tornerà, ma altri hanno espresso il desiderio
di ritornare e di capire cosa c'è veramente a Villa Speranza! |