Chi
è che non frequenta una compagnia? Tutti ne sperimentiamo la bellezza
ma anche gli alti e i bassi, le contraddizioni e i contrasti. Spesso è
l'unico vero punto di riferimento ma non di rado è anche fonte di amare
fregature.
Allora perché non trovare una "formula" per sperimentare
un certo tipo di "compagnia" che porti con sé una particolare
"gioia" di stare insieme, diversa, bella, intensa che non
dipende da ciò che si fa ma da ciò che si è?
Come Somaschi non possiamo fare a meno di cercare questa
"formula" in quel santo che ci affascinato e ci
"costretti" a seguirlo nei suoi ideali. Girolamo voleva
proprio realizzare una "compagnia" che riportasse la Chiesa
alla condizione dei primi cristiani che "tutto avevano in comune ed
erano un cuor solo ed un'anima sola". Per questo scriveva ai suoi
amici: "se la nostra compagnia starà con Cristo raggiungeremo lo
scopo". Per realizzare questo scopo prima di morire ha lasciato una
"formula", un testamento che sintetizza i passi necessari per
essere la compagnia che lui aveva pensato.
Sarà 3 punti di questa "formula" a scandire i 3 incontri: