Abbiamo inteso l'apertura come il mettersi in
relazione con l'altro, evidenziando che questo porta alla piena realizzazione di se
stessi.
Infatti, la relazione con l'altro ci permette di prendere maggiormante coscienza delle
nostre caratteristiche e potenzialità, permettendoci di esprimerle.
E', quindi, evidente la necessità di mettersi in relazione perchè nella misura in cui
noi ci apriamo l'altro è portato ad espriemere se stesso.
Ho riflettuto sui diversi livelli di confronto e di approfondimento:
1) PAROLA DI DIO: apertura come non staticità, cammino non personale ma di popolo. La
conseguenza della pedagogia di Dio è una nuova pienezza poiché c'è qualcosa di più
grande che ti guida.
2) A LIVELLO UMANO: apertura come relazioni con l'altro. Essere se stessi = a volte non so
che cosa sono perché sto crescendo, sto cambiando. La capacità di relazione è indice di
maturità, equilibrio tra le proprie esigenze e quelle degli altri. Sono indice di non
relazione questi atteggiamenti: i pregiudizi la difesa la valutazione la superiorità
l'indifferenza il giudizio lo sfruttamento dell'altro per i propri fini. Indicano invece
capacità di relazione: l'ascolto la fiducia l'accettazione la spontaneità la
flessibilità. La relazione si esprime in quattro gradi di intensità: 1) comportamento
esteriore, cioè il possesso delle buone maniere, ma questo non coinvolge i sentimenti; 2)
la comunione, cioè quando la relazione diventa scambio. In questo caso si mettono in moto
le emozioni. Ai due poli opposti troviamo l'amore e l'odio. 3) L'altro è più importante
di me. Mi trascendo, mi supero (ad esempio se sono stanco continuo ad ascoltare). In
questa dimensione vivere è aiutare a vivere. 4) " Io in te e tu in me". Questa
è la relazione che noi sperimentiamo con Dio. E' una dimensione che trascende l'umano. E'
la relazione di tipo trinitario. 3) Gli altri mi danno l'immagine di me rinviata. Nel bene
e nel male. Con le potenzialità e i limiti. 4) Aiuta ad essere liberi perché scopro
questi limiti e potenzialità. Scaturisce la dimensione dell'aiuto all'altro perché non
ho più paura dei miei limiti, sono libero e vivere liberi libera l'altro. L'altro si
esprime nella misura in cui mi apro. Queste cose valide a livello individuale, servono
anche a livello comunitario? SI' o NO? 5) San Girolamo: provare a rileggere la vita
dell'anonimo nell'ottica dell'apertura e della realizzazione personale. In fondo essere se
stessi è tendere alla santità, non come perfezione ma come ricerca continua di una
relazione con se stessi e con gli altri. |